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ARGOMENTO: Eretico o utopista?

Eretico o utopista? 4 Anni 3 Mesi fa #1109

  • M.C.
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Eretico o utopista?
Good morning Vietnam!
In concerto, tra una canzone e l'altra, un noto cantautore italiano, intrattenendosi a conversare con gli spettatori sostenne la tesi che gli americani con la lingua ci fregano. Pensate a un libro di Ashley Crow che scrive testé: “Io, Jonathan e Aaron con la vecchia Dog Ram del padre di Din facemmo tutta una tirata da Omaha a Tucson”. Proviamo ora a riscriverlo in “italiano”. Io, Giovanni, e Aronne con il vecchio Panda del padre di Giuseppe facemmo tutta una tirata da San Piumazzo Fiore a Lomazzo. Non è la stessa cosa! Eppure, riflettendo, la pomposità che noi latini percepiamo alla fine è solo una farsa. In America se non lavori non puoi permetterti la sanità. Se sei tra gli ultimi ci resti. Il grande sogno americano, osannato e pubblicizzato nei films, s'infrange con la violenza di una sassata dentro una cristalleria. Ma laddove meno te lo aspetti, loro gli abitanti d'oltre oceano, riescono a stupirci. Il decantato corpo dei Marines, è fedele a un valore vero e vivo che a noi manca. Nessuno resta indietro! Facciamo in modo che nessuno resti indietro in famiglia, nella scuola, nel lavoro, nel partito, nel gruppo, in oratorio. Ribadendo un concetto già espresso con differenti parole, in un post precedente, nel nostro Paese l'aria è intrisa da una sottile tristezza con un accenno di rassegnazione e dal ghigno postumo di chi non è nulla, non possiede nulla, ma si auto-enfatizza. Immaginate una pianura, dove il silenzio è graffiato solo dallo scorrere di un fiume; una giornata di nebbia. Meraviglia, pace! Dopo un po' realizzi che lo sciabordio dell'acqua è rumore, che l'aria intrisa d'umidità è pesante da respirare, che quella pace è una guerra silenziosa tra fantasmi. Non si è travolti da un tormenta o spezzati dalle fauci di un uragano, ma è comunque imperativo darsi da fare perché lì non v'è pace. L'orticello che ciascuno ha costruito è sempre a rischio di calpestio, dal solito passante distratto, così come distrutto da un temporale. Quell'orticello non è importante, non è così importante come lo pensiamo, lo difendiamo, come lo percepiamo; quell'orticello è un nulla nel nulla. Ma, l'insieme di tutti gli orticelli costituisce un campo esteso, e fiorendo in primavera proprio quel campo avrà la capacità di stupire. Svestiamoci da quell'io intrinseco proprio della condizione umana e cominciamo a guardare non a mille miglia di distanza, ma a chi ci sta seduto accanto. Come accoglierlo, come abbracciarlo così com'è senza volerlo cambiare, come aiutarlo, sostenerlo. Un contagio di comportamento forma un gruppo, forma un... Quel che vi pare. E quel che vi pare diverrà un rullo compressore silenzioso che scaldando l'aria diraderà la nebbia. Good night Italia.
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Re:Eretico o utopista? 4 Anni 3 Mesi fa #1110

  • Rosario Lovalvo
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Bel testo veramente. Hai scritto per discutere di qualcosa in particolare?

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Eretico o utopista? 4 Anni 3 Mesi fa #1111

  • M.C.
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Carissimo, i miei scritti, in linea generale, difficilmente puntano il dito a priori contro quello o quell'altro, sia esso un comportamento sia esso un fatto. Lascio al lettore la facoltà di interpretare, fare suo, gettare via, leggere sopra o tra le righe. Il mio approccio alla scrittura volutamente è una porta aperta, una sfida al confronto, ma la sfida non deve essere in alcun modo intesa come accusa o combattuta con durezza.
Io penso che prima venga l'uomo e poi tutto il resto. Laddove però l'uomo stesso è fautore di discriminazioni, o dove regna l'io incontestabile non c'è margine di dialogo. Tanti italiani vogliono cambiare il “sistema Italia”, ma pochi sono disposti a cambiare sé stessi, a guardare un po' più in la del proprio naso. È un concetto breve, ma estremamente difficile quello di cui sopra; in buona sostanza o rifacciamo l'uomo o la storia si ripeterà sempre. M.C.
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